Informazioni

Il negozio Wyder apre nel 1946 grazie all’intraprendenza di Frieda Wyder Morosi e del marito Paul Wyder.

Senza sapere una parola di tedesco Frieda Morosi, poco più che ventenne, lascia Torre e la valle di Blenio per andare a lavorare come cameriera di stanza in un albergo di lusso della Svizzera interna con l’intenzione di imparare la lingua. Nel 1936 incontra Paul Wyder cuoco di Riggisberg il quale, dopo aver girato il mondo professionalmente, lavora come Chef di cucina nello stesso prestigioso albergo Bürghenstok. Si conoscono, si sposano e decidono di ritornare nella terra d’origine di Frieda con il grande desiderio di avviare un’attività propria.

Tornano in valle di Blenio e trovano casa a Dangio, provvisoriamente lavorano entrambi alle terme di Acquarossa. Ma scoppia la guerra e Paul deve partire sotto le armi; il progetto deve ancora aspettare. Quel progetto e sogno si realizza finalmente nel 1946 e aprono un negozietto di alimentari a Torre. L’inizio molto duro economicamente costringe Paul a lavorare occasionalmente in alberghi locali che lo chiamano a cucinare banchetti per momenti speciali. In poco tempo il negozio è diventato importante per la popolazione di Torre e anche per i molti operai che ci sono in valle.

Paul era un ottimo apicoltore e ha sempre mantenuto questa attività parallelamente all’attività del negozio producendo un ottimo miele. Dopo la prematura scomparsa di Paul nel 1968, Frieda porta avanti l’attività e subentra il figlio maggiore Willy affiancato dalla moglie Rina. Visto che molte famiglie non hanno un mezzo di trasporto è anche richiesto il servizio a domicilio sia a Torre che nei paesi vicini. Il negozio col tempo diventa USEGO; USEGO diventa ALISA; ALISA diventa CRAI ma il Wyder rimane il Wyder.

La realtà del negozietto di paese ai giorni nostri

Negli ultimi anni il modo di fare la spesa è cambiato. Un cambiamento favorito dal crescente benessere, dalla maggiore mobilità della popolazione ma soprattutto dall’avvento dei grandi centri commerciali e dei supermercati che si sono profilati fin da subito per i prezzi estremamente vantaggiosi e l’assortimento vastissimo: tutta la spesa a portata di carrello nel segno del risparmio.

Nel frattempo abbiamo scoperto anche il rovescio della medaglia. La guerra scatenatasi tra i grandi distributori ha segnato le sorti delle attività commerciali di paese, non solo dei negozi di alimentari.

In passato, la realtà era ben diversa. Lo sanno bene i nostri genitori e i nostri nonni. I paesi, anche i più piccoli, non erano semplici dormitori. Avevano un’anima. C’erano i bar, l’ufficio postale, magari una farmacia o una ferramenta. Ci si conosceva tutti. Andare a fare la spesa era un momento di condivisione sociale. Il rapporto con il negoziate era forte, personale, basato su una grande fiducia anche perché spesso non c’erano i soldi per pagare in contanti.

Con il passaggio a Wyder Alimentari Sagl non vogliamo vivere di ricordi e tanto meno dare l’impressione di voler andare caparbiamente controcorrente. Crediamo semplicemente che in una realtà contraddistinta dall’anonimato, dai ritmi frenetici e dall’appiattimento dei sapori sia importante disporre di spazi – per quanto piccoli – in cui si possano coltivare i contatti personali e la condivisione. Crediamo di avere qualcosa da offrire, non fosse altro che la genuinità dei nostri prodotti. La fiducia e la stima che i turisti e la clientela locale ci attestano ci incoraggiano a portare avanti la tradizione di famiglia nella serena semplicità del nostro negozietto.